Ho'oponopono- Tecnica Hawaiana per ottenere tutto il meglio dalla tua vita!

TEORIA:
Noi portiamo dentro come parte inconscia, tutte le persone importanti nella nostra vita (queste parti di noi spesso assomigliano molto agli archetipi di Carl Jung). Ho'oponopono rimette "tutto a posto" con questi aspetti. Il processo di Ho'oponopono è quello di allineare e pulire il nostro genealogia, e inoltre ripulisce le nostre relazioni con le altre persone della nostra vita, una specie di lavoro karmico. Il conscio ha accesso diretto all'inconscio, che a sua volta comunica con il Sè superiore, tra il conscio e il Sè superiore non c'è comunicazione. Per modificare in meglio la nostra realtà dobbiamo accedere attraverso il perdono all'inconscio che darà l'informazione al Sè superiore per modificare in meglio la nostra realtà.

Lavorare con Ho'oponopono:

Quando ti viene in mente qualcuno con cui non ti senti in armonia totale o che non ti sostiene, ecc. Immagina nella tua mente, un piccolo palcoscenico sotto di te. Ora immagina una fonte inesauribile di amore e di guarigione che arriva e scorre dall'altro sopra la tua testa (dal tuo Sé Superiore), e apri la tua corona, e lasciare entrare questo flusso di amore e guarigione dentro il tuo corpo, finno a riempirlo completamente, e riempire il vostro cuore e mandarlo alla persona sul palco. Assicurarsi che sia tutto entrato che sia stata accettata la guarigione.
Quando avete fatto questo, parlate con la persona e dite "Mi dispiace, perdonami, ti amo, grazie".
Poi lasciate andare la persona, fino a vederla sparire in lontananza. Puoi vedre un cordone che si recide tre di voi, se la persona è un vostro compagno, figlio, genitore puoi vedere la persona che entra nel tuo cuore.
Fate questo con ogni persona nella vostra vita con i quali non siete in sintonia.
La prova finale è, vedere se riuscite a pensare alla persona senza provare sentimenti negativi. Se ancora si sentono emozioni negative, rieseguire di nuovo tutto il processo.

Ho’oponopono la Creazione Responsabile

Articolo di - Silvia Mussini | 18/09/2009

Il fine settimana scorso a Verona ho partecipato ad un corso di guarigione ed autoguarigione condotto dal dott Ihaleakala Hew Len. Un seminario di due giorni Corso Base 1 di Ho’ oponopono

Sono stati due giorni intensissimi, concentrati, leggeri e faticosi, densi e trasparenti, e focalizzantemente decisi a portare i partecipanti al cristallino Vuoto Interiore.

Avevo gia’ letto di questo terapeuta hawaiano che ha guarito un reparto completo di pazienti alienati criminali, senza mai vedere nessuno di loro.

Lo psicologo studiava la cartella di un internato ed in seguito cercava in se stesso per vedere come egli avesse potuto creare la malattia del paziente. 
Mentre migliorava se stesso, il paziente migliorava.

Quando ho letto in uno scritto di Joe Vitale questa storia per la prima volta, ho pensato che fosse una leggenda metropolitana. Com’era possibile che qualcuno potesse curare qualcun altro curando se stesso? Come poteva un auto-miglioramento curare un alienato mentale?

Questo psichiatra utilizza un metodo di cura hawaiano chiamato Ho’oponopono, riveduto e aggiornato con gli insegnamenti intuitivi del suo cuore.

Nel mio pensare, il concetto di “responsabilità totale” significa che sono responsabile di ciò che penso e di ciò che faccio.

Credo che la maggior parte della gente consideri la responsabilità totale in questo modo. Siamo responsabili di ciò che facciamo, non di ciò che chiunque di altro fa.

Cio’ non è cosi’.

Il dottor Ihaleakala Hew Len ha curato questi malati mentali e questo mi ha vividaMente aperto una reale prospettiva basata sulla responsabilità totale.

In poche parole e con estrema semplicita’ ci ha raccontato la storia del suo lavoro come terapeuta.

Molto tempo fa ha lavorato quattro anni all’ospedale dello Stato di Hawaii, nel reparto di criminali malati mentali pericolosi, dove gli psicologi cambiavano ogni mese. 
Il personale prendeva molti congedi per malattia o se ne andava, semplicemente. La gente andava in questo reparto rasentando i muri, temendo di essere attaccata dai pazienti. Non era un posto piacevole dove vivere, lavorare o andare in visita.

Il dott. Len dice che non vedeva mai i suoi pazienti. Accettò di avere un ufficio e vedere le cartelle. E mentre osservava le cartelle, lavorava su sé stesso. 
E mentre lavorava su sé stesso, i pazienti iniziavano a guarire.

“Dopo alcuni mesi, alcuni pazienti che erano stati legati ai letti, furono autorizzati a circolare liberamente. Altri, che erano curati con psicofarmaci iniziarono ad abbandonare le loro medicine. E coloro che non avevano alcuna possibilità di essere rilasciati, perché troppo pericolosi, furono liberati”,

” Ero stupefatto” dice “e non è finita, proseguì, il personale iniziò a venire a lavorare volentieri. L’assenteismo e la rotazione dei dipendenti si fermarono. Abbiamo finito per avere più lavoranti del necessario perché i pazienti erano sempre di meno e tutto il personale si presentava per lavorare. Oggi, quel reparto è chiuso.”

Gli abbiamo chiesto “Cosa faceva in lei stesso che induceva questa gente a cambiare?”

“Semplicemente… curavo la parte di me che li aveva creati” ci ha detto

Il dott. Len ha spiegato che la responsabilità totale della nostra vita significa che Tutto nella nostra vita – semplicemente perché E’ nella nostra vita – è la nostra responsabilità.

In senso letterale, il mondo intero è la nostra creazione.

E’ difficile da inquadrare! Essere responsabile di ciò che ho detto o fatto è una cosa. Essere responsabile di ciò che ciascuno nella mia vita dice o fa è un’altra cosa.

Tuttavia, la verità, è che se ci prendiamo la responsabilità completa della nostra vita, allora tutto ciò che vediamo, sentiamo, gustiamo, tocchiamo, sperimentiamo, in qualche modo è della nostra responsabilità perché E’ nella Nostra vita.

Ciò significa che le attività terroristiche, il presidente, l’economia – qualsiasi cosa sperimentiamo e che non gradiamo-, spetta a noi di curarli.

Esistono, per così dire, soltanto come proiezioni che vengono dall’interno di noi. Il problema non è loro, è nostro e per cambiarli, dobbiamo cambiarci.

So che ciò è difficile da afferrare, che è difficile da accettare e viverlo realmente.

La critica è molto più facile della responsabilità totale, ma mentre ascoltavamo il dott. Len ho iniziato a comprendere come la cura per lui é nel Ho’oponopono, ovvero la cura è amare se stesso.

Se vogliamo migliorare la nostra vita, dobbiamo curare la nostra vita. Se vogliamo curare qualcuno – anche un pericoloso malato mentale – lo faremo guarendoci.

E’ stato chiesto al dott. Len come faceva a curare se stesso. Cosa faceva esattamente, quando egli osservava le cartelle di questi pazienti?

“Io non facevo che ripetere “Mi dispiace e Io mi scuso” e “Io ti amo” ancora ed ancora come un mantra, provando gratitudine e sentendo la sincerità del mio sentimento”, ha spiegato “È tutto?” “Si , è tutto.”

Il fatto è che amando se stessi è il più bel modo di migliorarsi, e mentre ci miglioriamo miglioriamo il nostro mondo.

Quando ci osserviamo, facciamolo con amore.

Mi dispiace Perdonami Grazie Ti Amo 
Amore e Gratitudine

Silvia Paola

Ho’oponopono significa rendere diritto, rettificare, correggere

Il "Sè" ( o "Io assoluto") è solo uno, non può essere né mio né tuo, e nemmeno da conseguire o raggiungere ( dato che è comune e sottintende tutto l'universo)...è sempre presente, oltre l'Essere e il non-Essere.
Siamo noi piuttosto, cioè il contenuto della mente, a frapporsi tra Lui e la Sua pace.
La spinta viene dalla stessa sofferenza che è l'ego stesso...che siamo noi come entità individuali.

Le grandi anime vengono prima derise, poi snobbate e alla fine riconosciute!!

«Una percentuale considerevole della gente che incontriamo per via è vuota dentro, cioè, in realtà è già morta. È una fortuna per noi che non lo vediamo e non lo sappiamo. Se sapessimo quante di queste persone sono in realtà morte e quante di queste persone morte governano le nostre vite, impazziremmo dall'orrore» (G. I. Gurdjieff).


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